Colori primari, secondari e terziari

 

Spesso per spiegare i colori si ricorre all’utilizzo della ruota dei colori, ma da sola non sarebbe in grado di spiegare tutto lo spazio colorimetrico, con le innumerevoli tonalità di colore e combinazioni possibili.

 

 

Cosa sono e quali sono i colori primari, secondari e terziari

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Ma per cercare di capirne il significato delle varie combinazioni di colori è opportuno partire da qualche nozione di fisica e di ottica, oltre a qualche accenno ad alcuni teorici della teoria del colore, disciplina particolarmente affascinante che nei secoli ha attirato l’attenzione di molti studiosi.

Il colore deriva dal latino e significa celare, e non è altro che la percezione visiva di una radiazione luminosa di varie lunghezze d’onda, che vengono interpretate dal cervello come vari colori, o meglio da tutte le tipologie di colore che l’occhio è in grado di percepire.

Dal punto di vista fisico i colori sono l’effetto di un processo particolarmente complesso che usa la luce e la modalità in cui la luce riesce a riflettersi e riesce ad essere percepita dall’occhio. Ma solamente ad alcune frequenze della luce è possibile per l’occhio percepire il colore, e a ciascuna frequenza è associato un colore.

A ciascuna frequenza visibile dall’occhio viene associato un colore, quindi di conseguenza un colore verde riflette la radiazione verde e tende ad assorbire gli altri colori, stessa identica situazione avverrà per qualsiasi altro colore. Mentre il colore nero assorbe tutte le radiazioni e non è in grado di rifletterne nessuna, e di contro il colore bianco è in grado di riflettere tutte le radiazioni. Tutti gli altri colori sono frutto di una situazione intermedia, ma  non bisogna pensare che il nero e il bianco siano l’inizio e la fine dello spettro visibile.

Una modalità utile a farci capire meglio cosa si intende per spettro ottico è l’arcobaleno. Tale fenomeno atmosferico ci consente di cogliere tutti i colori prodotti da un raggio di luce visibile ad una determinata lunghezza d’onda, con l’aggiunta di un ulteriore colore l’indaco ovvero una tonalità a metà tra il viola e il blu.

 

Colori primari, secondari e terziari: come classificarli

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Vengono definiti primari tutti i colori che non si possono ottenere mescolando altri colori della gamma cromatica dello spettro solare, e sono il rosso, il blu e il giallo. Ma proprio dai colori primari è possibile ottenere i colori secondari, che insieme a colori neutri come il nero e il bianco rappresentano i colori base utili ad un pittore.

I colori secondari nascono dall’unione di due colori primari in parti uguali, e ogni coppia di colori primari è in grado di creare un colore secondario, ad esempio giallo e rosso creano l’arancione, mentre il giallo e il blu creano il verde, e il rosso e blu creano il viola.

I colori terziari non sono altro che la combinazione di colori primari in parti diverse, due dosi di rosso unite ad una dose di blu crea un rosso violaceo, mentre due dosi di blu unite a una dose di giallo crea il blu verdastro, e il rosso aranciato nasce da una dose di giallo e due dosi di rosso.

Sia l’intensità del colore che la sua cromia varia a seconda della percentuale dei colori mescolati, variando le dosi utilizzate dai diversi colori primari sarà possibile creare innumerevoli combinazioni, e una grande varietà di intensità e sfumature.  Nella grafica digitale ai colori primari del rosso, blu e giallo viene aggiunto il nero in modo tale da ottenere in questo modo la quadricromia CMYK. Ma cerchiamo di capire nello specifico cosa sono i colori primari, secondari e terziari.

 

 

Colori primari

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Nonostante i colori primari indicati siano tre ovvero il magenta, il ciano e il giallo sarebbe bene specificare che esistono 2 serie di colori primari.

I primari per la luce sono il rosso, il verde e il blu. Immaginando tre fasci di luce di uguale intensità su ciascuno dei colori primari su una parete bianca, nel punto dove i tre fasci si sovrappongono e si sommano apparirà il colore bianco, e per questo motivo viene definita sintesi additiva.

Mentre qualora avvenga una sovrapposizione dei colori primari giallo, magenta e ciano il risultato finale sarà un’assenza completa di luce. Di conseguenza è possibile affermare che ciascun colore primario sottrae un terzo delle frequenze dello spettro dei colori visibili dai propri occhi.

Qualsiasi triade di colori crea un triangolo equilatero che parte dal rosso, attraverso un’infinità di colori spettrali per poi tornare al rosso, e i triangoli sovrapposti formano una stella di david all’interno del cerchio dei colori.

 

Colori secondari

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È proprio la mescolanza dei colori primari in parti uguali a creare i colori secondari. L’immagine ci aiuta a capire come si possano formare i colori secondari, nella parte libera dei cerchi sono presenti i tre colori primati: magenta, giallo e ciano, mentre le parti che si sovrappongono ciano e magenta corrisponde al blu/viola, dove si sovrappone giallo e ciano da vita al verde, e la sovrapposizione di giallo e magenta fa notare un colore rosso/ arancione.

Ma i colori secondari possono essere definiti anche i colori primari delle luci, e l’unione dei tre colori primari formano un colore nero. E in effetti i colori secondari nascono dalla mescolanza di parti uguali di colori primari, ma fondamentalmente non nascono dalla somma ma dalla sottrazione di bande di luce, definita anche sintesi sottrattiva.

Ogni zona ci appare di un colore perché se colpite dalla luce bianca, assorbono alcune componenti e diffondo nello spazio la componente che viene percepita dagli occhi. Mentre al centro il colore nero nasce  in quanto i colori primari sottraggono allo spettro bande di luce, e la mescolanza di questi colori assorbe la luce bianca che però non viene riflessa, quindi una completa assenza di luce equivale ad un colore scuro come il nero. I colori primari come il ciano, il giallo e il magenta sono dunque colori primari sottrattivi.

Gli oggetti tendono ad assorbire parte delle luce che li colpiscono sottraendole dei colori e trasmette radiazioni monocromatiche di diversa lunghezza d’onda, di conseguenza l’occhio somma le bande di luce che riceve tramite sintesi additiva.

Anche nella arti grafiche viene utilizzata la sintesi sottrattiva che comprende il giallo, perché tramite mescolanza sottrattiva è praticamente impossibile riuscire ad ottenere questo colore. Ma con mescolanza additiva di rosso e verde si produce un colore tendente al giallo, mescolando questi pigmenti colorati secondo sintesi sottrattiva si ottiene il marrone.

Una diversa tonalità intermedia di colore nasce quando uno dei due colori prima prevale in proporzione durante la mescolanza. Il tono di colore rappresenta una diversa sfumatura o gradazione del colore, e un differente tono nasce dall’aggiunta di ulteriori colori al colore saturo.

 

Colori terziari

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Dalla combinazione di un colore primario e di un colore secondario nascono i colori terziari. Il questo modo il cerchio dei colori viene composto di ogni diverso colore e sfumatura, e tutte le cromatura si susseguono secondo lo spettro della luce. In questo modo si formano ben 12 colori equidistanti tra loro, e ad ogni colore corrisponde il suo complementare.

Dal cerchio di colore viene tratta ogni armonia possibile, e proprio accostando i colori sarà possibile acquisire una maggiore creatività e libertà artistica, imparando ad utilizzare il colore in maniera armoniosa in ogni forma artistica dalla pittura, alla fotografia, al marketing o la pubblicità.

 

Cerchio cromatico di Itten

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Il cerchio cromatico di Itten rappresenterebbe l’evoluzione decisamente più dettagliata della ruota cromatica di Goethe e consente di capire meglio il rapporto tra colori primari, secondari e terziari.

Il cerchio di Itten nasce ad opera di un teorico del colore, Johannes Itten, pittore e scrittore svizzero che realizzò un cerchio cromatico per definire sia i colori primari che i colori nati dalle varie mescolanze di colore.

Al centro del cerchio di Itten si trovano i tre colori primari, intorno i tre colori secondari creati dall’unione dei colori primari, e nel cerchio esterno si trovano i colori primari, secondari e terziari. Ma vengono tralasciati sia il colore nero che bianco.

Ulteriore classificazione dei colori del cerchio di Itten sono i colori considerati caldi, freddi e complementari.

 

 

Colori complementari e colori caldi/freddi

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I colori complementari nel cerchio di Itten si trovano nella porzione opposta della ruota cromatica, in quanto vengono definiti tali i colori formati da una coppia composta da un colore primario e uno secondario, che accostati formano un contrasto cromatico. Ad esempio il colore complementare del giallo è il viole, mentre del rosso è il verde.

Ma le varietà di colore possono essere classificate anche in base alla sensazione che provocano in chi li osserva, ovvero dai toni caldi o freddi. Rosso, giallo e arancio sono definiti caldi, perché accostati all’energia e alla luce emanata dal sole, mentre i toni freddi evocano il mare, il cielo, la meditazione è sono indicati nel viola, il blu e il verde.

 

La teoria dei colori

Da Platone, ad Aristotele, ma anche Galilei e Newton la teoria dei colori ha affascinato per secoli numerosi scienziati e filosofi, lo stesso Goethe sviluppò la teoria dei colori opponendosi alla tesi di Newton.

Esistono due sintesi che determinano le mescolanze tra i colori, la sintesi additiva e la sintesi sottrattiva. Con la sintesi additiva ci si riferisce ai colori primari prodotti dalla luce mentre con sintesi sottrattiva si fa riferimento ai colori primari dei pigmenti che sono la principale caratteristica della materia, e che assorbono in modo selettivo solamente alcune lunghezze d’onda della luce e a volte ne riflette altre.

Il pigmento che viene percepito è determinato dai colori sottratti dalla luce bianca percepita. I colori della sintesi sottrattiva sono il ciano, magenta, e giallo e la somma di tutti crea il nero, ma il risultato della sottrazione di tutti i colori al pigmento crea il nero.

 

La cromoterapia: quando i colori fanno bene alla salute

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Tutti i colori sono in grado di provocare emozioni e sensazioni in chi li osserva, e la cromoterapia ha portato in luce gli effetti che i colori possono avere sull’essere umano. Non è raro che i colori vengano utilizzati a scopi terapeutici, per cercare di garantire il benessere psico fisici, ma la cura di vari disturbi viene definita cromoterapia.

Da sempre e in ogni cultura le emozioni vengono associate ai colori, o legati ad un codice ben preciso, ad esempio il bianco candido è associato al battesimo, o matrimonio, mentre il nero al lutto. Anche nel cinema così come nella fotografia il colore viene utilizzato per trasmettere o per enfatizzare l’emozione di un’immagine o nel racconto di una storia.

 

Ottimizzazione dei colori primari, secondari e terziari per migliorare le foto digitali

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Un aspetto spesso sottovalutato di una fotografia è il colore. Si tende a spendere la maggior parte del proprio tempo nella scelta della posizione o dell’inquadratura del soggetto, dimenticando che la corretta combinazione di colore serve a fare la differenza soprattutto in un’immagine fotografica.

Oggi con l'esplodere dei profili social, come quelli di Facebook e soprattutto Instagram, è importante se non fondamentale sfornare delle foto perfette sotto tutti i punti di vista, compreso quello relativo al colore. Gli influencer cercano di accrescere il numero dei follower postando foto tecnicamente perfette (ma anche utilizzando servizi automatici come visibilityreseller.com) e facendo attenzione all'ottimizzazione dei colori.

Sono numerosi i fotografi che si affidano alla teoria del colore per riuscire a dare più potenza alle immagini immortalate. Il colore di una fotografia riesce a colpire non sono fisicamente, ma anche emotivamente in quanto aiuta a rendere più armoniosa una fotografia o addirittura riuscire a conferire un’immagine ricca di tensione.

Ad esempio due colori complementari accostati in una fotografia consentono di ottenere il massimo effetto di contrasto possibile. Tecnica utilizzata spesso da molti fotografi per creare un contrasto tra le figure dell’immagine e mettere il risalto il soggetto.

I colori analoghi contengono un colore comune e nella ruota di colori sono posizionati uno accanto all’altro. Il loro abbinamento creare immagini assolutamente stabili e delicate.

Lo schema monocromatico prevede l’utilizzo di una sola tonalità di colore, ma con un differente grado di saturazione e luminosità. In questo caso il risultato ottenuto sarà piuttosto omogeneo e armonioso.

La triade di colori è formata solitamente da tre colori equidistanti nella ruota dei colori, come ad esempio il giallo, il blu e il rosso. Accostati tra loro rendono una fotografia di grande impatto visivo. Mentre i colori caldi eccitano, suscitano potenza, passione o gioia, e i colori freddi suggeriscono stati d’animo di calma, riposo e tristezza.