Colori maglie ciclismo

 

Chi ama seguire le gare ciclistiche, che si tratti del Giro d’Italia o del Tour de France, sa bene che si alternano molti colori per quel che concerne il colore delle maglie. Nel fare una distinzione tra le tinte che si usano nelle varie gare, andiamo a vedere quali colori sono più in uso e qual è il loro significato. Il tutto considerando che il colore cambia in base a dei parametri validi ai fini della gara.

 

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In questo articolo guida realizzato con l'aiuto degli esperti del settore, gli amici di angolosportivo.com, andiamo ad approfondire il topic "colori maglie ciclismo" spiegando tutti i significati dei colori delle maglie indossate dai ciclisti nel Tour de France, nel Giro d'Italia, Vuelta a España e Tour Down Under.

 

 

Maglia rosa

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Il primo colore cui si riconduce l’idea di gara ciclistica, perlomeno in Italia, è il rosa. Dal punto di vista storico però, sebbene il giro d’Italia sia nato nel 1909, la maglia rosa arriva solo ventidue anni dopo, ad opera di Armando Cougnet. Quest’ultimo  ebbe infatti l’idea di istituire la maglia di leader della corsa per permettere al pubblico di individuarlo.

Prendendo spunto dal Tour de France, in cui il leader indossava la maglia gialla e, in onore alle pagine della Gazzetta dello Sport, quale organizzatore della corsa, fu preferito il colore rosa per rappresentare il ciclismo italiano.

La nuance della maglia rosa non è sempre stata quella attuale. La prima infatti fu di un rosa smunto e fu indossata da Learco Guerra che nel 1931 vinse la tappa Milano-Mantova, era di lana grezza, a collo alto e pesava circa 300 grammi.

 

Maglia azzurra

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La maglia del primo nei gran premi della montagna, primo tra quelli che scalano le vette del Giro d’Italia, è di colore celeste. Pur essendo questa specie di gara nata nel 1933, la maglia azzurra arriva solo nel 1967. Da quell’anno in poi, fu indossata, tappa dopo tappa, da colui che ha conquistato più punti scollinando le cime del Giro d’Italia. La maglia azzurra è rimasta in uso dal 1989 al 2006 per indicare un’altra classifica che ora non è più presente.

 

 

Magia bianca

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La maglia bianca è l’unica presente sia nel Giro d’Italia che nel Tour de France. Questa tinta si indossa se si può vantare il punteggio migliore nella classifica generale riservata ai giovani. Quindi è in uso solo per coloro che non hanno ancora compiuto il venticinquesimo anno di età nell’anno della corsa.

Dal momento che il bianco è un colore poco usato dalle squadre, non solo la maglia è molto piu visibile durante la corsa, ma è anche la più contesa tra i vari corridori. E infatti, solo in due occasioni il vincitore della maglia bianca ha vinto la classifica generale, simbolo di come per i giovani questa maglia sia l’unica realmente possibile da indossare al termine della corsa.

 

Maglia ciclamino

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La maglia ciclamino è invece emblematica per tutte le classifiche accessorie del giro d’Italia. Viene indossata da tutti coloro che totalizzano un buon punteggio nella classifica a punti (anziché nella classifica a tempo). Fu infatti inserita questa classifica come indipendente dalle altre solo nel 1958 e ripresa poi nel 1967, anno dal quale il corridore in testa a questa classifica iniziò ad indossare una maglia dedicata.

Fino al 1970 fu indossata rossa per richiamare il colore dello sponsor allora presente (era la Dreher). Solo dopo quell’anno divenne ciclamino, quando cioè sponsor della maglia diventò Termozeta e così rimase fino al 2010, quando la maglia tornò “Rosso Passione”.

 

Maglia nera

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Dal 1946 al 1951 si scelse di assegnare la maglia nera a tutti coloro che si classificavano all’ultimo posto nella classifica generale. Lo scopo era quello di celebrare e rispettare lo sforzo compiuto da tutti durante la corsa. Il nero quindi non voleva indicare l’ultima ruota del carro, ma la forza e la tenacia messa da chi nonostante i sacrifici non aveva raggiunto un buon risultato.

Ad ispirare il colore nero fu una squadra calcistica, o più precisamente Giuseppe Ticozzelli, calciatore che nel 1920 decise di partecipare al Giro come indipendente, indossando la maglia del Casale, squadra in cui giocava, che era appunto di colore nero. Rimase in vigore per ben 5 anni, per poi essere esclusa dal novero perché divenuta troppo popolare.

Paradossalmente infatti i ciclisti si battevano per rimanere ultimi in classifica. In questo modo oltre ad essere ricompensati in denaro potevano sfoggiare un simbolo caro ai tifosi calcistica. Da allora quindi non fu ripresa questa abitudine. Solo nel 2008 si inserì l’uso del “numero nero” portato dall’ultimo in classifica per rievocare un uso in voga anni prima.

 

 

I colori del tour de France, della Vuelta a España

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Per il tour de France il discorso cambia. Si tratta di uno degli eventi sportivi più visti e attesi in tutto il mondo. Forse anche per questo ci tengono in modo particolare a distinguere i partecipanti con delle maglie e dei colori differenti. Per tale ragione, come ogni corsa, anche la Grande Boucle ha i suoi simboli del primato a partire dalla mitica maglia gialla.

Andiamo quindi a scoprire tutte le maglie che hanno fatto la storia di questa gara, considerato che alcune di esse come la maglia dorata, è stata abolita.Qualcuno ritiene che i colori delle maglie usate nella gara francese siano un tacito richiamo al colore dei vini.

Cogliamo comunque l’occasione per ricordare anche qualche colore noto nella Vuelta a España e nel Tour Down Under.

La maglia gialla è tra i simboli più noti e ambiti nel mondo del ciclismo, in quanto conquistata solo da grandi corridori della storia. Nasce per onorare il miglior corridore in classifica generale. Per cui la conquista chi riesce a salire sul podio, per essere incoronato vincitore.

La maglia arancione è invece tipica di Vuelta a España e Tour Down Under. Si tratta della maglia nata per essere indossata dal leader di alcune classifiche delle 2 corse a tappe di ciclismo su strada.

La maglia verde è pensata per il leader della classifica a punti e in base alla divisione dei punteggi serve per premiare il miglior velocista in gruppo. Qualche edizione fa è stata vinta dallo slovacco Peter Sagan.

La maglia a pois è invece emblema dello scalatore migliore, ovvero è dedicata a colui che è in grado di totalizzare il miglior punteggio sui GPM. Spesso premia i corridori che vanno costantemente in fuga.

Come anticipato poi, ricordiamo che la maglia bianca viene vestita dal corridore under 25 con il miglior posizionamento in classifica generale.